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Le caratteristiche socio-economiche sopra descritte si rispecchiano in maniera rilevante sulla composizione della popolazione scolastica e pertanto il livello socioeconomico e culturale delle famiglie risulta differenziato, fra medio-basso e alto. È bassa la percentuale di studenti con entrambi i genitori disoccupati, generalmente sotto i benchmark, con un dato superiore per quanto riguarda la terza secondaria di I grado.

Il Piano annuale per l’inclusione (PAI) evidenzia percentuali significative di alunni con bisogni educativi speciali (BES) che raggiungono il 23% in una scuola secondaria di primo grado e di alunni nati in Italia ma con genitori non italofoni (primaria).

Tale situazione fornisce interessanti opportunità di tipo formativo: ad es., educazione interculturale nelle diverse scuole; interventi educativi coordinati docenti-educatori nelle attività del convitto e semiconvitto, elemento che ha determinato un recente trend di crescita degli iscritti alla primaria e al liceo, con formazione di tre sezioni nella classe I del liceo. Determina altresì una necessità di attenzione costante a questo genere di problematiche, che stimola a rafforzare il potenziale inclusivo della scuola e a prefigurare contesti adeguati di riflessione per i docenti.

D'altra parte, l'eterogeneità del contesto genera diverse difficoltà (ad es., di comunicazione con le famiglie di origine straniera di recente immigrazione); le problematiche presenti non sempre possono essere affrontate in modo ottimale per la mancanza di risorse utili per una progettualità specifica.

Tuttavia, la disomogeneità sociale e culturale degli studenti delle scuole dell'Istituto e in particolare del liceo, dovuta alla recente immigrazione, ne stimola anche la capacità inclusiva.

A questo proposito, è importante ricordare che, in sede di autovalutazione di istituto, si è deciso di realizzare una analisi proprio sull’effettiva capacità inclusiva e di assumere come strumento di lavoro l’Index per l’inclusione, proposto in Gran Bretagna da Tony Booth e Mel Ainscow (2000) del Centre for Studies on Inclusive Education (CSIE) per sostenere l'autoanalisi e lo sviluppo inclusivo delle scuole1. I dati  rilevati  dai questionari  proposti  a genitori,  studenti  e  docenti  confermano appunto esiti positivi relativamente agli indicatori: ‘Agli alunni viene insegnato ad apprezzare persone con provenienza diversa dalla loro’, ‘Credo sia bene ci siano alunni con diverse culture’ e ‘Le persone con disabilità vengono trattate con rispetto

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1Booth T., Ainscow, M., Black-Hawkins K., Vaughan M., & Shaw L. (2000). Index for inclusion: Developing learning and participation in schools. CSIE, Bristol (UK). Trad. it.: Booth, T., & Ainscow, M. (2008). L'index per l'inclusione. Promuovere l'apprendimento e la partecipazione nella scuola. Erickson, Trento.