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Il proverbio africano “ci vuole un villaggio per far crescere bene un bambino” esprime con semplice efficacia l’importanza del dialogo, della fiducia reciproca e della dimensione comunitaria per l’inclusione e la formazione cognitiva e sociale delle persone.

La collaborazione educativa tra scuola e famiglia, realizzata nel reciproco rispetto dei diversi ruoli e responsabilità, e la partecipazione dei genitori e degli studenti alla vita della scuola, vanno progettate, sostenute e organizzate con azioni precise e continue nel tempo, quali:

a)  relativamente ai genitori

−  la formazione del Comitato Genitori che si riunisce periodicamente segnalando criticità e problemi, discutendo i temi emergenti e formulando suggerimenti e proposte alla direzione e ai docenti; il Comitato genitori regola il suo funzionamento tramite uno “statuto” elaborato e approvato al suo interno di cui sono previsti aggiornamenti ed integrazioni;

−  per superare il grave limite alla partecipazione dei genitori e degli studenti determinato dalla mancanza di un consiglio d'istituto (nelle scuole annesse ai convitti la normativa non prevede tale organo collegiale che è sostituito da un organo monocratico), il Presidente del Comitato genitori è stato individuato dal dirigente quale Commissario straordinario, varrebbe però la pena riflettere rispetto alla possibile dialettica con la componente studentesca della secondaria di secondo grado;

−  il “volontariato” attraverso il quale i genitori offrono tempo e competenze per svolgere attività, anche di manutenzione edilizia, per i quali la scuola o gli enti locali non hanno le risorse finanziarie necessarie. Con il volontariato sono state di recente allestiti la biblioteca multimediale della scuola primaria e nuovi laboratori nelle scuole della succursale. Inoltre i genitori e gli altri componenti della società civile che gravitano attorno all'istituto si pongono come risorsa nel segnalare limiti e difficoltà del sistema scolastico sempre in un'ottica promozionale e mai polemica;

−  il dialogo, la discussione e la collaborazione tra genitori, direzione e docenti hanno contribuito e potranno contribuire a risolvere problematiche interne alle classi, anche attraverso l'investimento di risorse per percorsi formativi specifici; in questa fase è in corso una azione coordinata delle diverse componenti della comunità scolastica finalizzata alla realizzazione di un ascensore nella succursale per l'abbattimento delle barriere architettoniche;

−  l’associazionismo, espressione di una matura e solida appartenenza alle scuole frequentate; ad oggi è stata costituita la “Associazione amici della don Milani” che svolge significative attività di supporto alla scuola (finanziamento di corsi di formazione per docenti e genitori e di eventi culturali) e al territorio (corso per migranti richiedenti asilo);

−  il versamento di erogazioni liberali (il cosiddetto “contributo volontario”) destinate ad acquistare materiale didattico e tecnologie per attività e laboratori che altrimenti non sarebbe possibile realizzare a causa della drastica riduzione dei finanziamenti e dei servizi da parte dello Stato e degli Enti Locali. A fini di trasparenza l’istituto pubblica annualmente sul sito web un dettagliato rendiconto di tali versamenti.

b) riguardo agli studenti

−  la costruzione di climi di classe aperti e interattivi, perché il dialogo e la discussione sono ritenuti formativi non solo per l’educazione alla cittadinanza critica e attiva ma anche sul piano cognitivo, in quanto, come ci insegnano importanti psicologi e pedagogisti, il ragionamento è “dialogo interiorizzato”;

−  nelle scuole medie, la realizzazione del progetto “democrazia d’istituto” con cui si anticipa l’esperienza assembleare e della rappresentanza che la normativa aveva riservato agli studenti delle scuole superiori;

−  al liceo, la scelta di assemblee mensile “tematiche” invitando esperti esterni in base al tema affrontato; la redazione del giornalino “A tutto convitto” ideato, scritto e diffuso dagli studenti e finanziato dal consiglio di amministrazione; l’organizzazione di feste di Natale e di fine anno come momento non solo ricreativo ma anche di consolidamento del senso di appartenenza e di coesione sociale; gli incontri periodici dei rappresentanti di classe con la direzione per affrontare temi e problemi del momento.

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